Un Paese che non è più il Paese di tutti.

Un Paese dove i super ricchi sono favoriti e serviti, mentre lavoratori, pensionati e famiglie vengono tartassati. Dove gli stipendi sono fermi da trent’anni e si continua a demolire scuola e sanità. Un Paese in cui la forbice delle disuguaglianze si allarga ogni giorno di più. E c’è ancora chi si dice “patriota”. Viviamo in un clima di odio, rancore e violenza sintomo di un disagio profondo, di tensioni sociali che crescono, di una politica che non ascolta.
 
Si parla di riarmo come esercizio di pace. E c’è chi ne va fiero. Io, di questo Paese, non sento più la mia nazione. Perché è diventata una gabbia al servizio del potere economico e di un neoliberismo che ha cancellato diritti e speranze.
 
È tempo di cambiare rotta.
È tempo di rimettere al centro le persone, il lavoro, la dignità, la giustizia sociale.
 
Mò è.
 
Un’altra Puglia, un’altra Italia, sono possibili.

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